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Fabio Calvani

"La tecnologia è complessa, la verità deve essere chiara."

Chi Sono

Mi chiamo Fabio Calvani e sono un tecnico informatico forense. E quali sono o meglio dire quali devono essere le linee guida nella mia professione.

Certamente, la deontologia per un consulente informatico forense è fondamentale quanto la competenza tecnica, poiché il suo ruolo si colloca all'intersezione tra scienza e giustizia. Ecco le linee guida deontologiche essenziali che ogni professionista del settore deve seguire:

Imparzialità e Obiettività

Il tecnico informatico forense non è un avvocato della prova, ma un ausiliario della verità.

Onestà Intellettuale e Limiti della Scienza

Un esperto deve essere trasparente su ciò che la tecnologia può o non può dimostrare.

Segreto Professionale e Riservatezza

Data la natura estremamente sensibile dei dati trattati:

Competenza e Aggiornamento Costante

Il settore digitale evolve a una velocità estrema. Deontologicamente, è scorretto accettare un incarico se non si possiedono le competenze specifiche per quel particular sistema.

Formazione continua: Il tecnico ha l'obbligo di mantenersi aggiornato sulle nuove tecniche di acquisizione e sui nuovi software forensi.

Integrità della Catena di Custodia

Garantire l'integrità del dato non è solo un obbligo tecnico, ma un dovere etico verso la giustizia.

Tracciabilità: Ogni azione deve essere documentata. Omettere un passaggio o non segnalare un errore commesso durante l'acquisizione è una grave violazione deontologica che mina l'intero processo.

Lealtà verso i Colleghi

Nei procedimenti civili o penali, il confronto con i consulenti di parte avversa deve essere improntato al rispetto e alla correttezza professionale, senza creare ostacoli artificiosi all'analisi della controparte.

Il mio percorso

Detto questo, ho iniziato ad essere molto interessato dell'informatica dopo il mio diploma di Perito Elettronico. A metà degli anni ottanta cominciarono ad uscire sul mercato i primi personal computer. Io iniziai con il mitico Commodore Sessantaquattro.

Oggi, quella passione nata con il Commodore si è evoluta in una competenza multidisciplinare che metto al servizio della giustizia e della verità. La mia esperienza mi permette di muovermi con sicurezza tra i complessi protocolli della Digital Forensics e le sfide poste dalla costante evoluzione tecnologica.

Iniziai come tutti all'epoca senza una minima conoscenza della materia a smanettare, per poi studiare la programmazione nel linguaggio Basic.

Agli inizi degli anni novanta si affermò poi un sistema di telefonia, la telefonia mobile, i primi apparati enormi e poco funzionali. Sempre per la mia passione e curiosità iniziai ad approfondire questa materia, quindi le celle telefoniche i ponti radio e tutto ciò che ne derivava, arrivando alla fusione odierna tra telefonia cellulare e informatica.

Cosa faccio oggi per i miei clienti

La mia missione non è semplicemente fornire dati, ma trasformare bit e byte in evidenze chiare, oggettive e inattaccabili, operando sempre con la massima riservatezza e onestà intellettuale. Di certo non sono il migliore di tutti ma mi reputo senz'altro, e senza falsa modestia, un ottimo professionista.

La mia Mission

La mia missione è trasformare la complessità del dato digitale in evidenza scientifica oggettiva, garantendo che la tecnologia sia sempre al servizio della giustizia e della verità.

In un'epoca in cui la vita privata e professionale è indissolubilmente legata ai dispositivi digitali, il mio impegno è fornire un'analisi tecnica rigorosa che non lasci spazio ad ambiguità. Opero seguendo pilastri fondamentali di Integrità Scientifica, Etica e Trasparenza, Esperienza e Passione.

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